venerdì 24 aprile 2015
sabato 6 settembre 2014
invito di partecipazione al Festival della Filosofia Modena 12-14 settembre 2014
Per tutti gli interessati ricordiamo che il 12 13 e 14 settembre Modena Carpi e Sassuolo celebrano la Filosofia diffondendo a tutti le lezioni più belle, autorevoli e significative di insigni filosofi e professori di fama internazionale, fil rouge la Gloria anche nel senso attuale di celebrità.
http://www.festivalfilosofia.it/2014/?mod=programma_filosofico
Moltissimi gli interventi fondamentali, a ricordo di un percorso vorrei segnalare la lezione dei Classici:
domenica 14
http://www.festivalfilosofia.it/2014/?mod=programma_filosofico
Moltissimi gli interventi fondamentali, a ricordo di un percorso vorrei segnalare la lezione dei Classici:
domenica 14
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venerdì 20 giugno 2014
:)
Cari Vas,
spero, nonostante la difficile impresa di gestione dell'ansia, ricordo necessaria per affrontare con energia e volontà qualunque prova nella vita, sia stata un'esperienza soddisfacente per voi scrivere, le tracce della prima prova erano davvero fantastiche!
Invito ad una navigata nel sito del Priore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, illustre ospite al Festival della Filosofia di Modena.
Il tema della gratitudine e del dono richiama inevitabilmente anche il "Saggio sul dono" del 1923 opera di Marcel Mauss: antropologo e storico delle religioni francese (1872-1950) che ha ispirato il celebre padre dell'antropologia strutturalista Claude Levi Strauss.
Eh, solamente per ricordarvelo, nel registro elettronico, data 1 ottobre 2013... vi ricordate la lettura del nostro importante filosofo Umberto Galimberti? E le riflessioni sulla natura ed il rapporto con la tecnologia?
Dobbiamo ringraziare la mente di "Psiche e Techne".
Ecco quanto scritto nel registro: do you remember?
" consegnata, letta e commentata scheda ambiti del filosofare.
Metafisica antica e scienza: significato di sapere incontrovertibile, epistemico.
Temi per riflettere: valore relazione scienza, sapere oggettivo e tecnica oggi:lettura p.277-279 "Psiche e Techne" U. Galimberti. Discussione guidata."
Ora vorrei riportarvi, e condividerli con voi, alcuni pensieri sullo scrivere dello scrittore Ray Bradbury in "Lo zen e l'arte della scrittura" 1986, pp. 8-9. pubblicato nel 2000 da DeriveApprodi srl Roma.
" E cosa ci insegna, mi chiederete voi, il fatto di scrivere?
Prima di tutti ci ricorda che siamo vivi e che questo è un dono e un privilegio, e non un diritto. Dobbiamo guadagnarci la vita, una volta che ci è stata concessa. La vita chiede in cambio delle ricompense per averci concesso l'animazione.
[...]
Secondariamente, vivere è sopravvivere. Ogni arte, ogni buon lavoro lo è. Non scrivere, per molti di noi, equivale a morire.
Dobbiamo armarci tutti i santi giorni, forse sapendo che la battaglia non può essere vinta del tutto, ma combattere dobbiamo, anche per poco. Il più piccolo sforzo per vincere significa, alla fine di ogni giorno, una specie di vittoria.
Ricordate il pianista che disse che se non si fosse esercitato ogni giorno se ne sarebbe accorto lui, se non l'avesse fatto per 2 giorni se ne sarebbero accorti i critici, dopo tre giorni gli spettatori, se ne sarebbero accorti. Questo è vero per gli scrittori. Non che il vostro stile, qualsiasi esso sia, si dissolva nel giro di pochi giorni. Ma quello che succederebbe è che il mondo vi raggiungerebbe. Se voi non scrivete tutti i giorni [...]
Perchè la scrittura ammette esattamente la verità, la vita, la realtà che voi siete capaci di mangiare, digerire senza iperventilare. Ho imparato, nei miei viaggi, che se resto un giorno senza scrivere comincio ad agitarmi [...] Un'ora di scrittura è un tonico.
spero, nonostante la difficile impresa di gestione dell'ansia, ricordo necessaria per affrontare con energia e volontà qualunque prova nella vita, sia stata un'esperienza soddisfacente per voi scrivere, le tracce della prima prova erano davvero fantastiche!
Invito ad una navigata nel sito del Priore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, illustre ospite al Festival della Filosofia di Modena.
Il tema della gratitudine e del dono richiama inevitabilmente anche il "Saggio sul dono" del 1923 opera di Marcel Mauss: antropologo e storico delle religioni francese (1872-1950) che ha ispirato il celebre padre dell'antropologia strutturalista Claude Levi Strauss.
Eh, solamente per ricordarvelo, nel registro elettronico, data 1 ottobre 2013... vi ricordate la lettura del nostro importante filosofo Umberto Galimberti? E le riflessioni sulla natura ed il rapporto con la tecnologia?
Dobbiamo ringraziare la mente di "Psiche e Techne".
Ecco quanto scritto nel registro: do you remember?
" consegnata, letta e commentata scheda ambiti del filosofare.
Metafisica antica e scienza: significato di sapere incontrovertibile, epistemico.
Temi per riflettere: valore relazione scienza, sapere oggettivo e tecnica oggi:lettura p.277-279 "Psiche e Techne" U. Galimberti. Discussione guidata."
Ora vorrei riportarvi, e condividerli con voi, alcuni pensieri sullo scrivere dello scrittore Ray Bradbury in "Lo zen e l'arte della scrittura" 1986, pp. 8-9. pubblicato nel 2000 da DeriveApprodi srl Roma.
" E cosa ci insegna, mi chiederete voi, il fatto di scrivere?
Prima di tutti ci ricorda che siamo vivi e che questo è un dono e un privilegio, e non un diritto. Dobbiamo guadagnarci la vita, una volta che ci è stata concessa. La vita chiede in cambio delle ricompense per averci concesso l'animazione.
[...]
Secondariamente, vivere è sopravvivere. Ogni arte, ogni buon lavoro lo è. Non scrivere, per molti di noi, equivale a morire.
Dobbiamo armarci tutti i santi giorni, forse sapendo che la battaglia non può essere vinta del tutto, ma combattere dobbiamo, anche per poco. Il più piccolo sforzo per vincere significa, alla fine di ogni giorno, una specie di vittoria.
Ricordate il pianista che disse che se non si fosse esercitato ogni giorno se ne sarebbe accorto lui, se non l'avesse fatto per 2 giorni se ne sarebbero accorti i critici, dopo tre giorni gli spettatori, se ne sarebbero accorti. Questo è vero per gli scrittori. Non che il vostro stile, qualsiasi esso sia, si dissolva nel giro di pochi giorni. Ma quello che succederebbe è che il mondo vi raggiungerebbe. Se voi non scrivete tutti i giorni [...]
Perchè la scrittura ammette esattamente la verità, la vita, la realtà che voi siete capaci di mangiare, digerire senza iperventilare. Ho imparato, nei miei viaggi, che se resto un giorno senza scrivere comincio ad agitarmi [...] Un'ora di scrittura è un tonico.
domenica 1 giugno 2014
un caro saluto e ringraziamento alla classe
Care studentesse e cari studenti,
una pagina da dedicare alla riflessione del percorso svolto assieme quest'anno, quale testo vi è piaciuto di più' e perchè? Quale aforisma, quale il pensatore vi ha incuriosito?
Ecco io vi sono grata per quei momenti di attento ascolto che ci hanno permesso talvolta di sfiorare quel calore che solo la fiamma del pensiero possiede, perchè senza uno studente un insegnante non sarebbe tale e viceversa, richiamo quella reciprocità insita nella sintesi della dialettica hegeliana.
Vorrei concludere il percorso, provvisoriamente!, perchè il blog resterà sempre aperto se contribuirete, riportandovi un pensiero che ho inviato in lettera recentemente al Chiar.mo Professore Remo Bodei docente Emerito dell'Università di Pisa, porfessore di filosofia dell'Ucla.
" Quando molto è a disposizione e fruibile dove risiederebbe infatti l'impegno senza la ricerca di un termine più inusuale, in dono la rarità di un suono, scelto per tradurre un'impronta unica colta nel rapidissimo scorrere della memoria telematica?
Ecco mi permetto di riportare, per sintonia, questa citazione, di Paul Scheerbart ( si racconta vivesse nella stessa casa di Schopenhauer a Danzica) che esprime in maniera più chiara l'idea:
"Se per noi fosse così facile salire più in alto, non sentiremmo il mondo come qualcosa di più grande e di immenso; dobbiamo essere continuamente respinti e schiacciati un poco per notare quanto grande sia la grandezza del grande universo; e come tale grandezza non si possa mai misurare fino in fondo."
CARI VAS i miei più sinceri in bocca al lupo per la vostra continuazione! prof. Federica Risigo
una pagina da dedicare alla riflessione del percorso svolto assieme quest'anno, quale testo vi è piaciuto di più' e perchè? Quale aforisma, quale il pensatore vi ha incuriosito?
Ecco io vi sono grata per quei momenti di attento ascolto che ci hanno permesso talvolta di sfiorare quel calore che solo la fiamma del pensiero possiede, perchè senza uno studente un insegnante non sarebbe tale e viceversa, richiamo quella reciprocità insita nella sintesi della dialettica hegeliana.
Vorrei concludere il percorso, provvisoriamente!, perchè il blog resterà sempre aperto se contribuirete, riportandovi un pensiero che ho inviato in lettera recentemente al Chiar.mo Professore Remo Bodei docente Emerito dell'Università di Pisa, porfessore di filosofia dell'Ucla.
" Quando molto è a disposizione e fruibile dove risiederebbe infatti l'impegno senza la ricerca di un termine più inusuale, in dono la rarità di un suono, scelto per tradurre un'impronta unica colta nel rapidissimo scorrere della memoria telematica?
Ecco mi permetto di riportare, per sintonia, questa citazione, di Paul Scheerbart ( si racconta vivesse nella stessa casa di Schopenhauer a Danzica) che esprime in maniera più chiara l'idea:
"Se per noi fosse così facile salire più in alto, non sentiremmo il mondo come qualcosa di più grande e di immenso; dobbiamo essere continuamente respinti e schiacciati un poco per notare quanto grande sia la grandezza del grande universo; e come tale grandezza non si possa mai misurare fino in fondo."
CARI VAS i miei più sinceri in bocca al lupo per la vostra continuazione! prof. Federica Risigo
martedì 6 maggio 2014
F.W. Nietzsche e li relativismo della verità
cenni biografici: Nietzsche: l'indagatore dell'animo umano
Nato a Rocken, piccolo villaggio della Sassionia prussiana, il 15 ottobre 1844, Friedrich Wilhelm Nietzsche crebbe in un contesto educativo influenzato fortemente dalla religione protestante. La sua vita fu lacerata dalla malattia nervosa che si aggravvò nel corso degli anni, anche per il susseguirsi di eventi traumatici.
Gli anni antecedenti alla maattia furono caratterizzati dagli studi in filologia classica presso l'università di Basilea, riportiamo un ricordo di un suo allievo, Trangott Siegfried:
"Incoraggiava al lavoro con gentilezza e benevolenza e cercava di spingere gli studenti ad esprimersi liberamente. A riprova della nostra stima e del nostro amore per Nietzsche ". Un ritratto che presenta un Nietzsche equilibrato e poco incline alla collera.
Nato a Rocken, piccolo villaggio della Sassionia prussiana, il 15 ottobre 1844, Friedrich Wilhelm Nietzsche crebbe in un contesto educativo influenzato fortemente dalla religione protestante. La sua vita fu lacerata dalla malattia nervosa che si aggravvò nel corso degli anni, anche per il susseguirsi di eventi traumatici.
Gli anni antecedenti alla maattia furono caratterizzati dagli studi in filologia classica presso l'università di Basilea, riportiamo un ricordo di un suo allievo, Trangott Siegfried:
"Incoraggiava al lavoro con gentilezza e benevolenza e cercava di spingere gli studenti ad esprimersi liberamente. A riprova della nostra stima e del nostro amore per Nietzsche ". Un ritratto che presenta un Nietzsche equilibrato e poco incline alla collera.
mercoledì 23 aprile 2014
Il Novecento e la diffusione delle scienze umane: Freud e la psicoanalisi
Per contestualizzare la nascita della psicoanalisi nella storia del pensiero occidentale, convenzionalmente fatta coincidere con la pubblicazione nel 1900 dell'opera "L'interpretazione dei sogni" del fondatore stesso della disciplina, il medico ebreo Sigmund Freud (6 maggio 1856- 23 settembre 1939) e per comprendere un significato della sua celebre affermazione "La mia vita è la psicoanalisi" desidero riportare due analisi:
1. La citazione che segue è una sintesi della prof.ssa Silvia Vegetti Finzi, docente psicologia dinamica all'università di Pavia, tratta dal volume "Storia della psicoanalisi, autori opere teorie 1895-1990":
"psicoanalisi: una delle forme di quel "pensiero negativo" che segna la fine della sintesi classica, la crisi della ragione unitaria e normativa che aveva dominato per secoli il pensiero occidentale. Ma se la ragione - sottoposta allo sguardo analitico - appare attraversata da un incancellabile ombra, è però nella prospettiva di ampliarne i confini che Freud recupera i suoi scarti: il sogno, il lapsus, il sintomo. Lungi dall'essere un'impresa irrazionale, quella psicoanalitica ci appare l'estremo tentativo della ragione di annettere nel suo ambito anche gli elementi ad essa più estranei, di compiere una colonizzazione che, almeno nell'esperienza di Freud, assume i toni di una avventura illuministica". Vegetti Finzi [1986] p.19.
2. Citazione tratta da "Nostalgia del padre. Religione ed illusione nel pensiero di Freud" del prof. Petterlini Arnaldo 1993
Scrive Freud rispetto alla psicoanalisi " Già nell'epoca d'oro del pensiero psicoanalitico, nel 1912, avevo tentato, con il mio libro Totem e tabù, di utilizzare le nuove conoscenze psicoanalitiche per studiare le origini della religione e della moralità. Due saggi poi proseguirono questo indirizzo di pensiero. Mi resi conto con sempre maggior chiarezza che gli eventi della storia, gli influssi reciproci fra natura umana, sviluppo civile e quei sedimenti di avvenimenti preistorici di cui la religione è il massimo rappresentatnte, altro non sono che il riflesso dei conflitti dinamici fra Io, Es e Super io, studiati dalla psicoanlisi nel singolo individuo: sono gli stessi processi ripresi su uno scenario più ampio". Il prof. Petterlini collega l'interpretazione freudiana alla lettura antropologica di Feuerbach: "la coscienza che l'uomo ha di Dio è la conoscenza che l'uomo ha di sé. La religione è la prima, ma indiretta autocoscineza dell'uomo. L'uomo sposta il suo essere fuori da sé, prima di trovarlo in sé.
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